‘E quatto ‘a notte miezzo ‘o pane

“[…] se sono nell’ardire

di attendere dinanzi a quel teatrino, no,

di puntarvi lo sguardo tanto appieno che per compenso

alfine al mio guardare deve accorrere un angelo,

far da burattinaio e sollevare in alto i manichini.

Angelo e marionetta: ora sì ch’è uno spettacolo.

Allora converge quanto separiamo sempre in due,

nel momento in cui siamo.

Allora dalle nostre stagioni il ciclo sorge della mutazione intera.

Sopra di noi gioca l’angelo.”

R. M. Rilke, Elegie Duinesi, IV

~ di toninomorena su 28 luglio 2016.

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