L’origine della luna

Il sogno di essere due creature e una sola.

In verità l’effetto di questa fantasia in certi momenti non era diverso da quello di un sogno uscito dai confini della notte, e anche adesso ella oscillava tra fede e negazione in uno stato d’animo cui la ragione non poteva più dar ordini.

Era innanzi tutto l’insindacabile struttura dei corpi che respingeva il sentimento indietro nella realtà. Questi corpi davanti allo sguardo indagatore sciorinavano il loro essere, poiché si amavano, in meraviglie ed estasi che si rinnovavano come una ruota di pavone trascinata nei gorghi del desiderio; ma appena lo sguardo si staccava dai cento occhi dello spettacolo che l’amore dà all’amore, e cercava di inoltrarsi verso l’essere che, dietro l’apparenza, pensava e sentiva quei corpi si trasformavano in carceri crudeli.

Fuori dalle finestre la pioggia seguitava a riempire l’aria con una cortina palpitante di gocce e con rumori addormentanti attraverso la cui monotonia la desolazione scorreva giù dai cieli. Sembrava ad Agathe che fossero secoli che il suo corpo era solitario, e il tempo fluiva come se defluisse insieme con la pioggia.

E Agathe chiese: – Ma l’amore non esiste proprio? – Certo che esiste! – disse Ulrich. – Ma è un’eccezione. Bisogna distinguere: c’è innanzitutto un eccitamento fisico che appartiene alla classe degli stimoli epidermici; questo si può provocare come puro piacere anche senza contorno morale, anzi senza sentimento. Poi ci sono, di solito, turbamenti dell’animo che però sono strettamente legati alla sensazione fisica, tuttavia con poche varianti restano uguali in tutti gli esseri umani; questi momenti principali dell’amore nella loro forzata monotonia dobbiamo calcolarli piuttosto fra le vicende fisico-meccaniche che fra quelle della psiche. Terzo c’è l’amore che è in fondo una commozione spirituale; non ha necessariamente da fare con le altre due forme. Si può amare Dio, si può amare il mondo.

jules-et-jim-franc3a7ois-truffauttD’altronde è chiaro che anche noi due psicologicamente appariamo sospetti. Tendenza incestuosa, dimostrabile fin dalla prima infanzia come l’asocialità e l’atteggiamento di protesta contro la vita.

Sono sempre gli organi interni della psiche. Puoi anche dire che c’è un “bisogno del sultano” di adorare e di essere adorato escludendo tutto il resto del mondo; nell’antico oriente ha prodotto l’harem, e oggi invece abbiamo la famiglia, l’amore e il cane. E io posso dire che la smania di possedere una persona così esclusivamente che altri non possa neanche avvicinarla è un segno della solitudine individuale nella comunità umana, che perfino i socialisti negano raramente. Se vuoi considerarla così, noi non siamo altro che pervertiti borghesi.

Il nostro desiderio non è di fare di due creature una sola, bensì di evadere dalla nostra prigione, dalla nostra unità, di diventare due in una congiunzione, ma meglio ancora dodici, un numero infinito, di sfuggire a noi stessi come in sogno, di bere la vita a cento gradi di fermentazione, di essere rapiti a noi stessi o comunque si debba dire, perché non lo so esprimere; allora il mondo contiene altrettanta voluttà quanto estraneità (…).

Il solo sbaglio che potremmo commettere sarebbe d’aver disimparato la voluttà dell’estraneità e immaginarci di fare chi sa quali meraviglie dividendo l’uragano dell’amore in magri ruscelletti che scorrono su e giù fra un essere e l’altro.”

Robert Musil, “L’uomo senza qualità”

~ di toninomorena su 20 marzo 2015.

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