Dormire troppo aumenta il rischio di sviluppare l’Alzheimer

Il dormire troppo, tipico delle persone che si alzano tardi la mattina o fanno il riposino pomeridiano, potrebbe aumentare la possibilità di sviluppare malattie degenerative del cervello, fra cui il morbo di Alzheimer.

European Journal of Neurology

European Journal of Neurology

L’ipotesi è stata avanzata da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Universitario di Madrid, che ha pubblicato lo studio sull’European Journal of Neurology. Gli esperti sono arrivati a questa conclusione dopo aver studiato 3286 persone dai 65 anni in su, indagando sulle loro le abitudini di vita, soprattutto relative alle ore di sonno nell’arco delle 24 ore. I volontari sono stati poi seguiti per tre anni e 140 di loro hanno sviluppato demenza senile. Dalle analisi effettuate è emerso che chi è abituato a superare le canoniche otto ore di riposo a notte potrebbe correre un rischio doppio di ammalarsi di Alzheimer, così come chi non resiste a coricarsi un’oretta dopo pranzo. Secondo gli studiosi, il dormire troppo potrebbe essere sia un segno di malattie neurodegenerative sia un fattore di rischio: “Abbiamo rilevato una forte associazione fra questi due elementi – evidenzia Susanne Sorensen, coordinatrice del gruppo di ricerca – anche se la spiegazione non è ancora chiara. Eppure, un sonno eccessivo e l’abitudine di dormire nel pomeriggio sembrano amplificare di molto il pericolo di insorgenza dell’Alzheimer nei successivi tre anni di vita. Ma – precisa – potrebbe anche darsi che la necessità di riposo sia un segnale “incompreso” di malattia, che poi si sviluppa successivamente”. Ovviamente, chi dorme molto non deve assolutamente preoccuparsi. Basti pensare a quanti studi dicono che il sonnellino fa bene, o a quanti dicono che dormire è un toccasana e non dormire un vero danno per la salute.

John William Waterhouse - Hypnos e Thanatos

John William Waterhouse - "Hypnos e Thanatos"

È bene precisare che, nonostante questi studi risultino indubbiamente un campo scientifico molto interessante perché ci permettono di avere una conoscenza complessiva più approfondita di un determinato fenomeno, essi difficilmente possono portare a conseguenze cliniche dirette, come del resto ha precisato la dott.ssa Sorensen: “C’è comunque bisogno di ulteriori approfondimenti, proprio perché solo un terzo dei malati riceve una diagnosi precoce e precisa”. In passato altri studi hanno messo in guardia dalle troppe ore di sonno, si è parlato per esempio di “sonno nocivo” in quanto, secondo alcuni ricercatori, il numero di ore di sonno durante la nostra vita determina anche la lunghezza della nostra esistenza. Tra l’altro il sonno eccessivo potrebbe anche essere un sintomo della depressione, malattia che aumenta il rischio di demenza negli anziani. Nonostante i numerosi studi, nessuno ha comunque provato con certezza che il sonno fa male e, a livello preventivo, non serve per ora cercare di dormire di meno. È utile, invece, mantenere la mente attiva leggendo e praticando altre attività che stimolino la nostra attenzione senza affaticarci. Infine, per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer fino all’80%, è fondamentale seguire una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura e preferendo il pesce alla carne.

Insomma, quella dei ricercatori spagnoli è un’ipotesi di grande interesse scientifico, ma per ora possiamo dormire sonni tranquilli.

Fonti:

www.corriere.it

www.adnkronos.com

www.tanogabo.it

~ di toninomorena su 6 settembre 2009.

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