Brooke Greenberg, la ragazza che non invecchia

La storia di Benjamin Button ha commosso il mondo, ma questa che stiamo per raccontarvi potrebbe batterla alla grande, anche perché stavolta è vera.

Brooke a 16 anni e la sorella Carly a 13.

Brooke a 16 anni e la sorella Carly a 13.

Brooke Greenberg è una ragazza americana di 17 anni, vive a Reisterstown, nei pressi di Baltimora (Maryland), è alta 75 cm e pesa 8 kg. Ha ancora i denti da latte e la struttura ossea è simile a quella di una bimba di dieci anni, non parla, sorride quando è felice o piange come farebbe un qualsiasi neonato. Il singolare genoma della ragazza di 17 anni, che ha il corpo e i comportamenti di una bimba di un anno, viene studiato (finora senza alcun risultato) da scienziati e genetisti di tutto il mondo. Salvo capelli e unghie che crescono normalmente, per il resto ogni arto sembra crescere in autonomia, come se fosse staccato dal resto e avesse vita propria. Questo stato probabilmente lo si deve ad un tumore al cervello riscontrato poco dopo la nascita, ma certo è che questa bambina ha qualcosa di eccezionale. Il tumore è guarito da solo, come è guarita da 7 ulcere perforanti e da 14 giorni di coma senza una spiegazione razionale.

Le terapie a cui è stata sottoposta, come quelle ormonali per cercare di accelerare lo sviluppo, sono tutte miseramente fallite. I ricercatori hanno la speranza di carpire dal suo DNA segreti su difetti genetici legati allo sviluppo e all’invecchiamento. Su di lei è già stato condotto un importante studio americano che avrebbe rivelato che l’incapacità del suo organismo di crescere sarebbe legato ad un difetto proprio di quei geni che causano la crescita e l’invecchiamento dell’umanità. Se l’ipotesi sarà confermata, la ricerca, realizzata dalla scuola di medicina dell’University of South Florida, potrebbe dare agli scienziati una chiave per capire i processi d’invecchiamento e le malattie legate alla vecchiaia. “Pensiamo che Brooke abbia una mutazione nei geni che controllano la sua maturazione e lo sviluppo, così che sembra che sia stata congelata nel tempo”, ha spiegato al Sunday Times Richard Walker, che ha guidato il team di ricerca. “Se siamo in grado di controllare il suo genoma con una versione normale, allora potremo trovare i geni e vedere esattamente cosa fanno e come tenerli sotto controllo”. Lo studio sarà l’argomento centrale di una conferenza alla Royal Society di Londra, cui parteciperanno alcuni dei più importanti ricercatori sul processo d’invecchiamento a livello mondiale.

Fonti:

www.ansa.it

www.newnotizie.it

www.agi.it

www.city.corriere.it

www.adnkronos.com

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~ di toninomorena su 10 maggio 2010.

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